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Vodafone Exclusive e Tim Prime: attenti ai servizi non richiesti a pagamento

E’ tristemente diventata pratica diffusa, da parte degli operatori mobili, quella di attivare, attraverso sms,  servizi o piani a pagamento non richiesti dagli utenti, spesso ponendo come giustificazione un aggiornamento delle condizioni contrattuali.

E’ questo il caso di TIM PRIME, che ultimamente avverte i propri clienti con questo sms: “Cambiano le condizioni economiche del tuo piano base: a partire dal 10 aprile, con 49 centesimi in più a settimana avrai chiamate e Sms illimitati verso un numero Tim. Inoltre potrai richiedere gratis i vantaggi esclusivi: ogni settimana biglietti cinema 2×1, assistenza diretta di un operatore e possibilità di vincere smartphone con Ricarica+. Puoi recedere senza penali o passare ad altro operatore entro il 9 aprile”. E’ sottile il concetto espresso nel messaggio, nel quale non si deduce chiaramente che il servizio offerto è opzionale e non obbligatorio, dunque i consumatori potranno anche rifiutarsi di pagare quasi due euro in più al mese per una opzione a cui non sono interessati.

Stessa problematica si era palesata qualche mese fa per gli utenti VODAFONE, che con il servizio EXCLUSIVE ha modificato le condizioni contrattuali prevedendo 1,9 euro in più al mese per ogni cliente che per pigrizia o disattenzione non si fosse preoccupato di disattivare “l’offerta” arbitrariamente attivata dalla compagnia.   

Per concludere la serie degli aumenti mascherati, in quest’ultimo periodo molte compagnie telefoniche hanno adottato il sistema della “tredicesima”, rinnovando le offerte ricaricabili non più a 30 giorni, ma a 28 giorni, guadagnando, così, un concreto 7% in più. L’Antitrust tuttavia deve ancora pronunciarsi. 

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